🛶 Dalle chiuse ai chioschi
🛶 Dalle chiuse ai chioschi
Cuore pulsante del quartiere è Camden Lock, la chiusa sul Regent’s Canal completata nel 1816. Costruita durante la rivoluzione industriale, fu determinante per il trasporto merci nella capitale inglese, contribuendo allo sviluppo commerciale della zona.
Oggi, Camden Lock simbolizza il passaggio da un passato industriale a un presente creativo. L’area che un tempo brulicava di barconi merci è oggi animata da mercatini in cui curiosare tra stand, bancarelle e chioschi di dischi, vinili e CD. Si stima che Camden Market attiri centomila visitatori ogni fine settimana. A ben vedere, non un mercato solo. È composto da varie entità, ognuna con un’identità propria, quali Camden Lock Market, Inverness Street Market e Stables Market.
👑Wino, la regina di Camden
👑Wino, la regina di Camden
Al suddetto Camden’s Stables Market puoi ammirare una statua in bronzo eretta per commemorare Amy Winehouse, la Doyenne of Soul, soprannominata, per l’appunto, la regina di Camden. La compianta Wino, leggendaria cantautrice dall’anima tormentata e dalla voce inconfondibile, visse a lungo proprio a Camden Square. Il quartiere ispirò molti dei suoi brani.
🌟 Walk of Fame rockettara
🌟 Walk of Fame rockettara
Lungo Camden High Street, da Chalk Farm a Mornington Crescent, si snoda la Music Walk of Fame in stile hollywoodiano inaugurata nel 2019 per celebrare la ricca eredità musicale del quartiere.
Sull’esempio della celebre controparte a stelle e strisce, una serie di targhe commemorative si susseguono lungo la via, in onore dei tanti musicisti, artisti e innovatori del settore collegati al vibrante patrimonio creativo di Camden, dal thin White Duke alla Doyenne of Soul.
E, udite udite, grazie alla realtà aumentata, ogni targa consente di accedere a contenuti multimediali esclusivi con lo smartphone.
🧷Punk is not dead💥
🧷Punk is not dead💥
Camden Town fu il perno del movimento punk nel Regno Unito negli anni Settanta. Nello specifico, l'Electric Ballroom, al 184 di Camden High Street, divenne l’epicentro della scena musicale alternativa. Vi suonavano i Sex Pistols e i Clash. Per inciso, è proprio qui che avvenne il leggendario incontro di quest’ultimi con Barry Myers, in arte dj Scratchy, che aprì tutti i loro concerti tra il 1978 e il 1980, il periodo di massimo successo della band.
Tra i locali di Camden che ebbero un ruolo significativo nella scena punk c’è anche Dingwalls, che ospitò performance nientemeno che dei Ramones, Joy Division e The Cure, divenendo a sua volta un punto di riferimento per la musica alternativa.
Tra i più celebri club di Camden c’è anche Koko, uno dei ritrovi prediletti della scena punk londinese verso la fine degli anni Settanta. Qui si tenne anche il primo concerto londinese di Madonna. E, ohibò, qui a due passi, sul sedile del passeggero di una Renault 5, il 19 febbraio del 1980 lasciò tragicamente questo mondo il primo frontman degli AC/DC, Bon Scott, per “intossicazione acuta da alcool”.
Lo spirito ribelle del punk aleggia tuttora nelle strade di Camden, dove continuano a pulsare sottoculture anticonformiste. Le strade del quartiere sono costellate di negozi di dischi e di abbigliamento alternativo. Anche Prince, buonanima, aprì una boutique a Camden negli anni Novanta.
🍺 Britpop, luppolo e baruffe
🍺 Britpop, luppolo e baruffe
Camden Town vanta la più alta concentrazione di locali con musica dal vivo di tutta Londra. Non lontano da Camden’s Stables Market, al numero 30 di Inverness Street, non mancare di ordinare una pinta a The Good Mixer, il pubbetto senza troppi fronzoli, passato alla storia come luogo di ritrovo e teatro di zuffe forsennate tra i Blur, gli Oasis, gli Elastica e altri gruppi del movimento Britpop.
Una menzione speciale va anche a Dublin Castle, il pub dignitosamente malconcio che, dopo aver lanciato leggende della scena ska come i Madness, ospitò band del calibro degli Arctic Monkeys e The Killers. Perché si chiama Dublin Castle, you ask? Mah, gira la voce che sia stato costruito per servire i manovali irlandesi durante la costruzione della ferrovia.
🚂Roundhouse, da deposito ferroviario a tempio della controcultura
Costruito originariamente a Chalk Farm nel 1847 come rimessa per locomotive ferroviarie a vapore, Roundhouse ha ricoperto diverse funzioni nella sua lunga storia. Originariamente la struttura era destinata a ospitare una piattaforma per la manutenzione dei treni merci ma divenne obsoleta in meno di un decennio. Successivamente, dal 1871, fu utilizzata per una cinquantina d’anni come magazzino per la distilleria di gin W&A Gilbey.
Dopo un periodo di inattività e abbandono, la Roundhouse fu riaperta nel 1964 come centro per le arti performative grazie all'iniziativa del drammaturgo inglese Arnold Wesker e del suo progetto Centre 42. La svolta, però, avvenne nel 1966 quando divenne un punto di riferimento per la scena musicale londinese, ospitando eventi come il lancio del quotidiano underground International Times e concerti di leggende del calibro di Jimi Hendrix, The Doors, i Rolling Stones e i Pink Floyd.
Chiuso nuovamente nel 1983, riaprì nel 2006 dopo una massiccia opera di ristrutturazione, tornando a essere un importante centro culturale di Londra.
🪑Camden Bench, simbolo dell’architettura ostile
A Camden fa bella mostra di sé una panchina senza schienale e con bordi arrotondati, angoli e pendenze inaspettate che, volente o nolente, è divenuta l’infausto simbolo di una nuova e controversa tendenza chiamata architettura ostile. È impossibile stendervisi e dormirci. È anti-skateboard perché i contorni ne rendono difficile lo scivolamento. È anti-graffiti poiché rivestita di un particolare materiale repellente alla vernice. L’anti-oggetto per definizione.
🐎 The Horse Hospital
Defilato nel quartiere di Camden, a Colonnade, Bloomsbury, si trova The Horse Hospital, uno spazio culturale unico nel suo genere, con una storia affascinante. Realizzato nel 1797 dall'architetto inglese James Burton, l'edificio, riconosciuto per il grande valore storico e architettonico, fungeva da stalla per equini feriti o convalescenti. Proprio all’originaria funzione della struttura sono riconducibili le sue peculiarità architettoniche, tra cui rampe interne in calcestruzzo modellato e pavimenti in pietra, che facilitavano il movimento degli stalloni tra i piani.
Ebbene, nel 1993 Roger K. Burton convertì The Horse Hospital in uno spazio artistico indipendente, inaugurandolo con la mostra Vive Le Punk!, una retrospettiva sulle creazioni punk di Vivienne Westwood e Malcolm McLaren. Da allora, il luogo è diventato un punto di riferimento per l'arte underground e sperimentale, ospitando eventi legati alle arti visive, alla performance art, alla moda e al cinema.
📖 Miseria e capolavori letterari
📖 Miseria e capolavori letterari
Charles Dickens visse a Camden durante la pubertà. Davvero. Nel 1823 la famiglia Dickens si stabilì in una modesta abitazione al numero 16 di Bayham Street, nel cuore di Camden Town, oggi commemorata con una targhetta blu.
Nel 1824, in seguito all’incarcerazione del padre di Dickens per debiti nel Marshalsea, il giovane Charles, allora appena dodicenne, fu costretto a lasciare la scuola e a prestare servigi in una fabbrica di lucido da scarpe. Durante questo periodo difficile pare che alloggiasse al numero 112 di College Place a Camden Town.
Tale periodo di difficoltà fornì materiale per la sua opera letteraria, rendendo Camden Town una parte integrante del suo universo narrativo. Camden compare in molte sue opere. Vi risiedono i Cratchit in A Christmas Carol e i Micawber in David Copperfield. In Dombey and Son viene descritta la costruzione della ferrovia nel quartiere.
📚 Genio e disagio, Mary Shelley a Camden
📚 Genio e disagio, Mary Shelley a Camden
Mary Shelley, autrice del celebre romanzo Frankenstein, nacque nel 1797 a Somers Town, tra Camden Town e St. Pancras. Ebbene, dopo la dipartita del coniuge Percy Bysshe Shelley nel 1822, fece ritorno in Inghilterra e visse per un periodo a Bloomsbury, precisamente a Hastings Street, prima di stabilirsi nel 1824 a St. Bartholomew Place, a Kentish Town, sempre nel borough di Camden.
L’autrice trasse grande ispirazione dall’ambiente bohémien ed eclettico di Camden, che contribuì a definire gli elementi gotici e a tratti disturbanti che caratterizzano la sua opera letteraria.
A Gloucester Crescent, soprannominata a ragion veduta “la via più smart del Regno Unito”, tra gli anni Sessanta e Ottanta vissero anche molti altri scrittori e artisti, tra cui Alan Bennett e Jonathan Miller.
🧭Che vor dì Camden?
🧭Che vor dì Camden?
Camden Town prende il nome da Charles Pratt, primo conte di Camden, che possedeva i terreni su cui nel XVIII secolo si sviluppò il quartiere. Dapprincipio Camden era un borgo suburbano piuttosto fiorente. Trasse grande beneficio dalla costruzione del suddetto Regent’s Canal, che favorì enormemente il commercio e la produzione industriale. La svolta che conferì a Camden quel piglio anticonformista che tuttora lo caratterizza ebbe luogo negli anni Settanta, quando divenne l’epicentro di subculture alternative come punk e goth.
🚀Visita Camden con The London Pass®
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🚀visita approfondita del quartiere;
🚀 Canal Museum, con focus sulla storia dei canali che fecero di Camden il centro nevralgico dei commerci;
🚀tour in barca Jason’s Trip, lungo un tratto pittoresco del Regent's Canal, tra Little Venice e Camden Lock;
🚀London Zoo, poco distante, all'interno di Regent's Park.
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