Curiosità sul Royal Pavilion di Brighton

Benvenuti a Brighton, la London by the Sea, affacciata sul Canale della Manica. In questa briosa cittadina studentesca c’è un palazzo che non ci si aspetterebbe di trovare lungo la tranquilla costa meridionale dell'Inghilterra. Si tratta del Royal Pavilion, un eccentrico capriccio architettonico che fonde audacemente chinoiserie, architettura indo-saracena ed elementi arabeggianti.

Curiosità sul Royal Pavilion di Brighton

Vivace, giovane e alternativa, Brighton è storicamente il buen retiro dei londinesi. Situata lungo la costa della Manica, a circa un'ora in treno dalla capitale, Brighton attrae gitanti, vacanzieri, famigliole con paletta e secchiello, giovincelli da tutto il mondo desiderosi di imparare l’inglese. Nonché, è risaputo, coppie e coppiette in cerca di discrezione. Ebbene, ad aprire le danze in tal senso fu nientemeno che il principe di Galles nel 1785, quando proprio qui in questa vivace cittadina di mare avviò una liaison non proprio ufficiale con Maria Fitzherbert. Lui, poco più che ventenne, era l'erede al trono nonché il futuro capo della chiesa anglicana. Lei era plebea, cattolica e di quasi dieci anni più grande di lui. Uno scandaLove per l’epoca.

I due piccioncini si rifugiarono proprio a Brighton, che a quei tempi era un placido borgo di pescatori sulla costa meridionale dell'Inghilterra. Inizialmente si stabilirono in un modesto casolare. Ma, come possiamo immaginare, il nostro beneamato principe di Galles, futuro re Giorgio IV, noto estimatore di feste, festini e lusso sfrenato, non era propriamente tipo da vita ritirata e profilo basso. Ben presto la sua esuberanza e il suo gusto per gli eccessi lo indussero a cercare qualcosa di più sfarzoso, fuori dagli schemi.

Fu così che incaricò l’architetto inglese John Nash, lo stesso che avrebbe poi progettato Buckingham Palace e Regent Street, di realizzare ad hoc un edificio degno della sua personalità eccentrica e della sua nota passione per l’arte orientale. Il risultato è l’eclettico Royal Pavilion, una creazione architettonica unica nel suo genere, con una miscela di stili che lascia sbalorditi per la sua stravaganza.

🕌Royal Pavilion, un capriccio reale nel Sussex

Curiosità sul Royal Pavilion di Brighton

Una sorta di Taj Mahal britannico, bizzarro e scintillante, il Royal Pavilion è una delle principali attrazioni di Brighton. Da tempo ha smesso i panni di residenza reale. Sì, Queen Victoria, decisamente meno festaiola di Giorgio IV, lo cedette alla città di Brighton. E molto probabilmente considerava di un kitsch folle tale accozzaglia di elementi esotici.

Mirabile esempio di chinoiserie dei primi del XIX secolo, il Royal Pavilion è forse il più iconico e opulento dei virtuosismi architettonici di tutta l’Inghilterra. Sicuramente di forte impatto estetico. Con la sua costruzione, re Giorgio IV di fatto elevò Brighton da placida località costiera a meta del jet set internazionale.

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💫 Royal Pavilion, un unicum senza paragoni

Curiosità sul Royal Pavilion di Brighton

A contraddistinguere il Royal Pavilion è certamente la sua architettura in stile indo-saraceno, con una melodia di cupole, guglie e decorazioni che ricordano in tutto e per tutto i palazzi moghul, uno stile molto in voga nell’epoca coloniale britannica.

L’intero palazzo è uno spettacolo mozzafiato ma, quanto a sfarzo e bizzarria, gli interni fanno impallidire persino Antoni Gaudí. Soffitti riccamente decorati con motivi floreali si alternano a pareti rivestite con seta pregiata e carta da parati con pattern ispirati all’estetica orientale. Ogni ambiente è un luccicante tripudio di dorature, porcellane preziose, lampadari di cristallo, mobili d’epoca finemente intagliati e capolavori dell’arte musiva.

Un groviglio di aspidi decorativi si contorce sulle pareti della sala della musica, con soffitto composto da, tieniti forte, ben 26.000 scaglie d’oro 24 carati. E poi c’è la sala da banchetto che, a ben vedere, è forse una delle attrazioni più eccentriche di tutta l’Inghilterra.

Una menzione speciale la meritano anche le cucine, assolutamente all’avanguardia per l’epoca, con tanto di girarrosto con sistema di rotazione automatica dello spiedo. È proprio questo mix inedito a rendere il Royal Pavilion un unicum a livello mondiale.

🍃E dopo aver esplorato gli sfarzosi interni, è d’uopo una passeggiata negli altrettanto affascinanti giardini del Royal Pavilion. Curati con grande attenzione, rappresentano una vera e propria oasi di pace, rigoglio e bellezza nel centro di Brighton.

💥Curiosità e aneddoti sul Royal Pavilion di Brighton

Curiosità sul Royal Pavilion di Brighton

🏰Il Royal Pavilion di Brighton fu una delle prime residenze reali a essere dotata di riscaldamento centralizzato. Una vera innovazione per l’epoca.

🎭Durante i pantagruelici banchetti e festini di corte, si dice che il nostro beniamino Giorgio IV avesse escogitato un ingegnoso sistema per far defluire gli ospiti in entrata e in uscita garantendo la massima discrezione.

🎇Con i suoi 30 metri abbondanti di altezza e 30 tonnellate di stazza, l’iconica, maestosa cupola centrale è un vero capolavoro di ingegneria per l’epoca.

🎬Il Royal Pavilion fu sovente utilizzato come location cinematografica per film storici e di fantasia.

🚑Un capitolo poco noto ma estremamente significativo nella storia del Royal Pavilion riguarda la sua conversione durante la prima guerra mondiale in sanatorio militare per soldati provenienti dalle colonie asiatiche dell’Impero britannico, a testimonianza del legame simbolico con le influenze orientaleggianti che ne caratterizzano lo stile architettonico.

Sì, la tenuta venne temporaneamente adibita a ospedale militare per truppe originarie del subcontinente asiatico, un episodio che dimostra come il Royal Pavilion non sia meramente simbolo di lusso, stravaganza e opulenza ma anche un luogo di grande significato storico e umanitario.

🌅Cos’altro vedere a Brighton?

Curiosità sul Royal Pavilion di Brighton

Brighton, definita a ragion veduta la San Francisco inglese, non vive solo di passato. Giammai. È un vigoroso, energico mosaico di brio e vitalità, con il suo molo, l'attiguo, vastissimo lungomare, l’arenile ghiaioso e una miriade di birrerie, pub e discotecuncole dove far baldoria non-stop. Brighton è la capitale del divertissement, dove i locali chiudono eccezionalmente all’una del mattino, una rarità in Inghilterra.

A caratterizzare l’atmosfera di Brighton è anche una certa nota di licenziosità. Sì, Brighton è diventata l’epicentro della controcultura d'ogni genere, capitale della comunità LGBTQ+ nonché rifugio prediletto di artisti, intellettuali, ambientalisti e figli dei fiori. Non sorprende che sia stata la prima città a eleggere un deputato dei Verdi al parlamento di Westminster. E nemmeno che ospiti due università, oltre a una schiera di scuole di lingue in cui ogni estate si riversano giovincelli provenienti da ogni parte del mondo.

Oltre a visitare l’eccentrico Royal Pavilion, non mancare di fare un salto a North Laine e The Lanes, quartieri funky, ricchi di locali alternativi, cafè letterari e negozietti stravaganti. La città trabocca altresì di gallerie d’arte e istituzioni culturali dal piglio dichiaratamente provocatorio.

Brighton è una cittadina vivace e squisitamente caotica, capace di mantenere al contempo un equilibrio che la rende sorprendentemente piacevole, accessibile e vivibile. Il suo ritmo rilassato non respinge bensì alimenta la forte energia creativa che la contraddistingue.

🚆Come raggiungere il Royal Pavilion di Brighton da Londra

Curiosità sul Royal Pavilion di Brighton

A nostro avviso, il mezzo più comodo per raggiungere il Royal Pavilion di Brighton da Londra è il treno. Le due città sono collegate da numerose corse giornaliere in partenza dalle principali stazioni londinesi, London Victoria, London Bridge e London Blackfriars, con arrivo alla stazione centrale di Brighton. Il tragitto dura suppergiù un’oretta, a meno che si scelga una corsa con molte fermate intermedie. In tal caso i tempi potrebbero allungarsi leggermente.

Le compagnie operanti sulla tratta sono:

🚆Southern Railway;

🚆Thameslink;

🚆Gatwick Express, più rapido, perché effettua meno fermate, ma tendenzialmente più costoso.

Una volta giunti alla stazione centrale di Brighton, si raggiunge comodamente il Royal Pavilion in una decina di minuti a piedi, anche volendosela prendere comoda. Trattandosi di una delle attrazioni più iconiche della città, a breve distanza dalla celebre North Street, la tenuta è ben segnalata da appositi cartelli.

In alternativa al treno si può raggiungere Brighton in autobus, ma è doveroso segnalare che i tempi di percorrenza si allungano sensibilmente. I pullman della compagnia National Express partono da Victoria Station e impiegano almeno 2 ore, in base al traffico. C’è di buono che l'autobus rappresenta una soluzione generalmente più economica.

Per chi, invece, opta per il noleggio auto per esplorare i dintorni di Londra e il resto del Paese, il percorso più diretto per raggiungere Brighton è la A23, che fende la regione del Sussex. Si segnala che il traffico tende a intensificarsi nei fine settimana, specialmente in estate, e che trovare parcheggio nel centro di Brighton potrebbe rivelarsi complicato.

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Jessica Maggi
Jessica Maggi
Scrittore/trice di viaggio freelance

Jessica è una copywriter freelance, molto mattiniera, un po’ stramba e oltremodo germofobica. Nel 2011 ha profeticamente lasciato un posto a tempo indeterminato per dedicarsi alla scrittura e, nel corso degli anni, ha avuto l’onore di collaborare con grandi nomi del calibro di Indeed, Furla, WeRoad, Berlitz, Grazia e MUSE Magazine. Si divide tra l’alto cremasco e le Alpi Orobiche e, quando non lavora, sicuramente la trovi che fa decluttering dell’armadio, si diletta ai fornelli o si inerpica ad alta quota con il suo beneamato loppide.

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10 curiosità su Shakespeare che scommettiamo non conoscevi

"Alcuni nascono grandi, alcuni raggiungono la grandezza e ad altri la grandezza viene imposta". Nato a Stratford-upon-Avon nell'aprile del 1564, William Shakespeare è probabilmente il più grande drammaturgo di tutti i tempi. Generazioni di scolari hanno studiato le sue opere, a volte con riluttanza. Gli amanti del teatro di tutto il mondo accorrono per vederle prendere vita. Ma cosa sappiamo in realtà della sua vita? Dai un'occhiata ad alcune interessanti curiosità su Shakespeare che scommettiamo non conoscevi. E se non sai leggere, o semplicemente odi farlo, why not go see for yourself at the Globe? Giochi di parole folli Secondo gli esperti dell'Oxford English Dictionary, Shakespeare ha introdotto quasi 3.000 nuove parole nella lingua inglese. Oltre a termini completamente originali, ha trasformato sostantivi in verbi e verbi in aggettivi. Combinando parole esistenti in modi nuovi, oltre ad aggiungere prefissi e suffissi, ha dato nuovi significati al vocabolario esistente. In realtà, il termine "box office" è stato coniato al teatro Globe. Presumibilmente, la loro biglietteria era una scatola, o a forma di scatola. Sembra comodo. Traduzioni tra le nazioni Le opere di Shakespeare sono state tradotte in decine di lingue e messe in scena in tutto il mondo. Esiste persino Shakespeare in klingon. Sicuramente bello come nelle intenzioni originali. Tra i traduttori famosi figurano Caterina la Grande, che tradusse Le allegre comari di Windsor in russo. Grazie, Caterina, sei stata davvero grande. E il primo presidente della Tanzania, Julius Nyerere, tradusse due opere in swahili. Poesia della peste Un'epidemia di peste in Europa portò alla chiusura di tutti i teatri di Londra tra il 1592 e il 1594. Poiché la richiesta di nuove opere teatrali era scarsa, Shakespeare si dedicò invece alla poesia, scrivendo molti dei suoi amatissimi sonetti in questo periodo. Si scopre che la peste è stata responsabile di almeno una cosa positiva. Non siamo sicuri che questo compensi tutta la... devastazione. Ma è qualcosa! Nomi tra le stelle Diverse lune che orbitano attorno a Urano portano il nome di personaggi delle opere di Shakespeare. Nomi come Titania, Oberon e Puck sono tratti da Sogno di una notte di mezza estate. Ariel e Miranda, invece, da La tempesta. Ecco qua. Scommetto che non conoscevi questo fatto, vero? No, non lo sapevi. Uccelli della stessa piuma I primi storni furono importati negli Stati Uniti nel 1890 da Eugene Schiffelin. Schiffelin era un tale fan di Shakespeare che importò tutti gli uccelli menzionati nelle sue opere. O almeno, quelli che non esistevano già negli Stati Uniti. Dal drammaturgo al copyright Il copyright non esisteva ai tempi di Shakespeare, quindi i copioni dovevano essere custoditi con cura. Gli attori spesso ricevevano le proprie battute solo a spettacolo in corso, grazie a una serie di precisi segnali. In effetti, molte delle opere di Shakespeare non furono pubblicate formalmente durante la sua vita. Forse vietavano al pubblico anche l'uso di inchiostro, piume e pergamena? In caso contrario, qualsiasi furbone avrebbe potuto semplicemente prendere appunti e arricchirsi. Shakespeare o Shakespear..? Nessun elenco di curiosità su Shakespeare sarebbe completo senza porsi domande sul suo nome. Il primo dizionario inglese fu pubblicato nel 1604 e conteneva solo 2.449 parole (nessuna che iniziasse con le lettere W, X o Y). Durante la maggior parte della vita di Shakespeare, l'ortografia non era standardizzata: lui stesso firmava il proprio nome in modo incoerente. In realtà, non esistono documenti in cui lo abbia mai scritto "William Shakespeare", come facciamo noi oggi. Scosso, non Shaken? No, suona male. Prestatemi le vostre citazioni Shakespeare è il secondo scrittore più citato in lingua inglese. Non sorprende che solo la Bibbia sia più popolare. Secondo l'Oxford Dictionary of Quotations, Shakespeare ha scritto quasi un decimo delle battute più citate mai scritte o pronunciate in inglese. “Amici, romani, concittadini, prestatemi orecchio.” Imparare con Will Oltre un milione di visitatori si reca ogni anno nei teatri di Stratford-upon-Avon della Royal Shakespeare Company. A questi si aggiungono 530.000 bambini e ragazzi che partecipano alle attività didattiche della compagnia. Globe oggi, domani chissà Il Globe Theatre di Londra sorge vicino al sito dell'edificio originale di epoca Tudor. Questo perché, purtroppo, andò distrutto in un incendio nel 1613. Come il teatro originale, dispone di tre livelli di posti a sedere e della platea. Gli spettatori dell'epoca che pagavano solo un penny per stare in piedi a guardare uno spettacolo erano chiamati "groundlings" o, in estate, "stinkards". Incantevole... Ami il Bardo e tutto ciò che riguarda il teatro? Non dimenticare di fare un salto su Shakespeare’s Globe per un incredibile tour dietro le quinte di questo iconico teatro. Ricostruzione dell'originale teatro elisabettiano costruito nel 1599, lo Shakespeare’s Globe è un edificio con struttura in legno e palcoscenico all'aperto, che mantiene l'atmosfera autentica dell'epoca di Shakespeare.
Dom Bewley
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