Il presente contributo raccoglie aneddoti e curiosità sul Natural History Museum, la seconda attrazione più visitata di Londra dopo il British Museum, e sugli 80 milioni di reperti che compongono la sua straordinaria collezione.
🦕Fu il fondatore a coniare il termine "dinosauro"
🦕Fu il fondatore a coniare il termine "dinosauro"
Sir Richard Owen è stato un importante naturalista britannico, conosciuto a livello mondiale per aver coniato il termine “dinosauro”. Nel 1856 lasciò il suo incarico di curatore all’Hunterian Museum per assumere la direzione della collezione di storia naturale del British Museum.
Deluso dalla mancanza di spazio per una raccolta in costante espansione, Richard Owen convinse il consiglio di amministrazione del museo della necessità di un edificio distinto e separato e prese l’iniziativa di progettare un edificio interamente dedicato alle meraviglie del mondo naturale.
Owen desiderava un edificio abbastanza grande da ospitare tutte queste scoperte, una vera e propria cattedrale della natura, come fu presto soprannominato il museo. Grazie alla sua lungimiranza, il museo ha potuto ospitare esemplari di dimensioni straordinarie come balene, elefanti e dinosauri, tra cui il celebre diplodoco in gesso che è rimasto esposto per ben 100 anni.
🔍Un nome più recente di quel che sembra
🔍Un nome più recente di quel che sembra
Benché il museo venne ufficialmente inaugurato il 18 aprile 1881, le sue origini risalgono al 1753, grazie all'opera di Sir Hans Sloane, medico e appassionato collezionista. Durante i suoi viaggi in giro per il mondo, Sloane raccolse un gran numero di manufatti e reperti naturali.
Alla sua dipartita, nel 1753, lasciò scritto nel testamento che avrebbe ceduto la sua vastissima collezione alla città di Londra. Ebbene, il British Museum fu edificato proprio per accogliere ed esporre al pubblico gli oltre 70.000 reperti della sua collezione.
Il Museo di Storia Naturale restò una sezione del British Museum fino al 1963, anno in cui fu istituito un consiglio di amministrazione indipendente. Tuttavia, solo nel 1992 fu ufficialmente ribattezzato Natural History Museum.
🏛️Una cattedrale di terracotta per resistere allo smog vittoriano
🏛️Una cattedrale di terracotta per resistere allo smog vittoriano
Nel 1864 l’architetto Francis Fowke, già noto per aver progettato la Royal Albert Hall e alcune sezioni del V&A Museum, vinse il concorso per la realizzazione del nuovo Museo di Storia Naturale. Tuttavia, venne a mancare l’anno seguente, lasciando il posto al giovane Alfred Waterhouse, che ideò un nuovo progetto per l’area di South Kensington.
Waterhouse decise di costruire l’intero edificio in terracotta, un materiale economico, malleabile e resistente allo smog della Londra vittoriana, attanagliata da fumo e fuliggine. A differenza di altri monumenti e strutture annerite dall’inquinamento, il museo avrebbe mantenuto intatte le nuance calde e le decorazioni. Ne risultò uno dei più mirabili esempi di architettura romanica del Paese.
🦖Un museo che racconta la storia della vita
🦖Un museo che racconta la storia della vita
Sir Richard Owen volle che il museo fosse decorato con ornamenti ispirati alla storia naturale, ma con un dettaglio: le specie estinte dovevano essere separate da quelle viventi, riflettendo il dibattito dell’epoca sull’evoluzione, reso celebre da Charles Darwin e dalle sue teorie. Alfred Waterhouse accolse in pieno questa visione e dispose sculture, rilievi e ornamenti con criterio scientifico. Le specie estinte nell’ala est, quelle ancora viventi nell’ala ovest.
Tra le creature raffigurate ci sono specie antiche come il Grande Paleoterio e lo Pterodattilo, ma anche esemplari attuali come il leone e il cobra. Waterhouse disegnò personalmente ogni dettaglio, consultandosi con gli esperti del museo per garantire la massima accuratezza scientifica. Il risultato è un edificio che non solo accoglie una collezione straordinaria, ma racconta, attraverso ogni sua pietra, la storia della vita sulla Terra.
🐟Alcune bestiole oggi si trovano dalla parte sbagliata dell’edificio
🐟Alcune bestiole oggi si trovano dalla parte sbagliata dell’edificio
Negli ultimi 150 anni il mondo è cambiato profondamente. Tanto che, ohibò, due bestiole scolpite sulla facciata del Natural History Museum di Londra ora si trovano dalla parte sbagliata.
Il piccione migratore, per esempio, un tempo sorvolava beatamente il continente americano in stormi di milioni di esemplari. Ma con l’avanzare dell’urbanizzazione si è decimato fino all’estinzione. Nel 1914 ne rimaneva un solo esemplare, Martha, allo zoo di Cincinnati. La raffigurazione del piccione viaggiatore si trova sul lato dei viventi, ma ormai dovrebbe essere insieme agli pterodattili tra le specie estinte.
Al contrario, il celacanto, un pesce preistorico che si credeva estinto da 66 milioni di anni, riapparve nel 1938 quando un ignaro pescatore ne catturò per caso un esemplare al largo delle coste sudafricane. Ci troviamo in questo caso di fronte a un esempio di Lazarus taxon, come chiamano le specie che si credevano estinte e invece tornano inaspettatamente dal passato.
🐋C’è una balenottera a fare da usciere
🐋C’è una balenottera a fare da usciere
Ad accogliere i visitatori all’ingresso c’è nientemeno che l’immensa ossatura di una balena azzurra sospesa a mezz’aria nella Hintze Hall. Proprio così. L’impressionante, autentico scheletro di una corpulenta balenottera ha recentemente preso il posto di Dippy, come era affettuosamente soprannominato l’enorme diplodoco che dal 1979 fece per anni da custode all’ingresso del museo.
🌿Ogni superficie di Hintze Hall pullula di vita
🌿Ogni superficie di Hintze Hall pullula di vita
Sotto la guida di Sir Richard Owen, l’architetto Waterhouse progettò un enorme spazio centrale ispirato all’architettura delle cattedrali, oggi conosciuto come Hintze Hall. Questo enorme salone fu pensato fin dall’inizio per ospitare i pezzi più imponenti della collezione. Nel corso del tempo vi albergarono un diplodoco e la suddetta balena azzurra.
Ogni angolo di Hintze Hall è un omaggio alla natura. Le arcate sono percorse da bertucce scolpite, piccoli animali dei boschi si rannicchiano tra le colonne, mentre sul soffitto si susseguono decorazioni ispirate a piante reali, dai fiori più eleganti al cacao e al tè, con tanto di nomi scientifici.
🦁L’esterno è un trionfo di gargoyle, leoni e pterodattili
🦁L’esterno è un trionfo di gargoyle, leoni e pterodattili
La facciata del museo è decorata in ogni minimo dettaglio. Gargoyle in terracotta sporgono dalle pareti con aria minacciosa. Sul lato est, affacciato su Exhibition Road e accanto al Victoria & Albert Museum, si possono scorgere pterodattili e tigri dai denti a sciabola che fanno capolino dalle finestre e dai tetti. Sul lato ovest schiere di leoni, lupi e canguri scrutano i passanti dall’alto.
🧬Edificio pensato per dissentire da Darwin
🧬Edificio pensato per dissentire da Darwin
Fu proprio Sir Richard Owen, come abbiamo visto, a volere che l’ala est fosse decorata solo con animali estinti e l’ala ovest con specie ancora viventi. Quando il museo fu costruito, la teoria dell’evoluzione per selezione naturale di Darwin stava guadagnando consenso, svelando le connessioni tra le specie scomparse e quelle attuali.
Owen, pur accettando le evidenze scientifiche dell’evoluzione, credeva che tutto avesse avuto origine da un atto divino e, pertanto, non condivideva appieno le teorie darwiniste. Così progettò un’imponente cattedrale della natura, collocata proprio tra le due ali dedicate, rispettivamente, al passato estinto e al presente vivente, a simboleggiare la centralità della religione nella storia naturale del mondo.
🕸️Un enorme bozzolo ospita il Darwin Centre
🕸️Un enorme bozzolo ospita il Darwin Centre
La parte più recente del museo è il Darwin Centre. Composto da diversi edifici, il più affascinante è senza dubbio il Cocoon, che ospita il laboratorio di ricerca sulla biodiversità del Regno Unito. Qui si trova anche il dipartimento di entomologia, dedicato allo studio degli insetti conservati nelle collezioni del museo. Per trasferire i 28 milioni di esemplari dalla sede originale al nuovo edificio servirono tempo e grande attenzione.
Tra le collezioni più sorprendenti c’è anche la Zoology Spirit Collection, che comprende 22 milioni di animali conservati in barattoli pieni di alcol. Il più grande? Un enorme calamaro che raggiunge i 9 metri di lunghezza! Teribbbileee!
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